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L’Intelligenza Artificiale (AI) è diventata una forza motrice nella trasformazione digitale mondiale, promettendo una vasta gamma di benefici che vanno dalla salute alla sicurezza, dall’efficienza operativa alla creatività.
Le nazioni stanno investendo miliardi di ricchezze per la creazione di hub, stabilimenti, datacenters, posti di lavoro, software e formazione del personale in questi ambiti tecnologici.

Tuttavia, insieme a questi vantaggi, sorgono anche una serie di rischi e sfide che richiedono una valutazione critica e una gestione molto oculata.

In questo articolo, ho piacere di condividere alcune riflessioni di seguito.

Sicuramente l’AI è una parola, un concetto, un insieme di tecnologie che oggi è tra le mani e sulla bocca di tutti noi.
Si pensi al caso di OpenAI e di come ha rivoluzionato il paradigma domanda/risposta negli ultimi due anni.

Oggi, tutti noi, facciamo domande e siamo abituati a darci risposte in brevissimo tempo ma quando si parla di AI, qual è la definizione che gli attribuiamo?

L’AI è l’abilità di una macchina di mostrare e introdurre capacità umane come ragionamento, apprendimento, pianificazione e creatività, permettendo ai sistemi di capire il proprio ambiente, mettersi in relazione con quello che percepisce, risolvere problemi e agire verso un obiettivo specifico. Il computer riceve i dati (già preparati o raccolti dal campo tramite sensori), li processa e risponde.

 

Ma qual è il punto di partenza per parlare di intelligenza artificiale? Il Dato.

 

Se non facciamo carburante all’auto, l’auto si ferma. È la similitudine che uso molto spesso quando mi trovo a parlare di AI perché è possibile mettere in piedi enormi macchine con elevatissime capacità di calcolo ma se poi non ci mettiamo dentro i dati e le informazioni, questi supercomputer si troveranno incapaci di svolgere il proprio lavoro, di muoversi e svolgere al meglio le loro funzioni.

È in questa fase che su molte aree entra in gioco l’IoT, meglio noto come internet delle cose.

Infatti possiamo definire la congiunzione tra AI e IoT, simile a quella tra cervello e corpo umano: il corpo umano attraverso i vari input sensoriali come la vista e il tatto riconosce le situazioni e di conseguenza il nostro cervello in base agli input sensoriali prende decisioni, inviando segnali al corpo per comandare i relativi movimenti.

L’IoT è un insieme di sensori collegati in rete e grazie all’intelligenza artificiale sarà possibile dare un senso ai moltissimi dati di campo raccolti, facendo prendere il controllo della situazione direttamente alle macchine che saranno in grado di elaborare decisioni e adottare strategie al posto dell’essere umano.
Si immagini ad esempio l’automazione di scelte in un processo di certificazione o diagnosi energetica in funzione dei dati raccolti. 

 

Di seguito un diagramma preso dal web ci dà una visione di insieme di quanto siano importanti i dati per arrivare alla famigerata AI Generativa.

Dopo aver compreso quindi di cosa parliamo e di come si può sfruttare, voglio condividervi, per essere imparziale, rischi e benefici relativi all’implementazione di sistemi di Intelligenza Artificiale.


Rischi associati all’AI 

Disoccupazione: L’automazione guidata dall’AI potrebbe eliminare milioni di posti di lavoro, portando a disuguaglianze economiche e ad una maggiore dipendenza dal reddito di base e da altre misure di sostegno sociale;

Bias e discriminazione: Gli algoritmi di AI possono riflettere e persino amplificare i pregiudizi umani presenti nei dati di addestramento, portando a decisioni discriminatorie in settori critici come l’impiego, la giustizia penale e il credito;

Sicurezza e privacy: L’AI potrebbe essere utilizzata per scopi dannosi, come la creazione di malware sofisticati, la manipolazione delle opinioni pubbliche attraverso la disinformazione o il cyber-attacco a infrastrutture critiche. Con l’uso diffuso di sistemi di monitoraggio e analisi dei dati, c’è il rischio di violazioni della privacy e abusi nell’uso delle informazioni personali;

Perdita di controllo: Aumentando l’autonomia dei sistemi di AI, sorge il rischio di perdere il controllo su tali sistemi, con potenziali conseguenze impreviste o dannose.


Benefici associati all’AI 

Automazione: L’AI consente l’automazione di compiti ripetitivi e noiosi, liberando le risorse umane per concentrarsi su attività ad alto valore aggiunto;

Efficienza: I sistemi basati sull’AI possono analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, consentendo decisioni più rapide e informate in vari settori come la logistica, la finanza e la gestione delle risorse umane;

Salute: Nella sanità, l’AI può essere utilizzata per diagnosticare precocemente malattie, personalizzare trattamenti e migliorare la gestione dei dati sanitari, portando a cure più efficaci e personalizzate;

Innovazione: L’AI alimenta l’innovazione in settori come l’automotive, la robotica, la domotica e molti altri, creando nuove opportunità di business e migliorando la qualità della vita.


Come funziona l’AI Generativa?

L’AI Generativa è l’intelligenza in grado di creare nuovi contenuti sulla base di quelli appresi da altrettanti contenuti esistenti attraverso dei modelli statistici e previsionali.

La mentalità umana giocherà un ruolo chiave nel contenuto di output e sarà il vero vantaggio competitivo per un miglioramento continuo dell’AI Generativa.

Voglio elencarvi di seguito 10 principi per una sana mentalità “AI Oriented”.

1.    Pensiero obliquo: esploriamo ciò che non abbiamo mai fatto. Allarghiamo i nostri confini.

2.    Non è gratuito, non è subito: l’AI è un investimento nel futuro.

3.    Guardare con gli occhi del futuro: puntiamo al futuro e restiamo aggiornati anticipando le evoluzioni

4.    “Reasoning Engine” non “Fact Database”: le macchine sono motori di ragionamento ma non sempre sono attendibili al 100%. Usiamo il nostro ragionamento per ottimizzare i contenuti generati dall’AI.

5.    Non cosa ci serve ma perché ci serve: L’AI generativa… perché ne abbiamo bisogno? Questo ci spinge a sfruttare le sue capacità di interpretazione. Ad esempio quando digitiamo un prompt su ChatGPT non dimentichiamoci di indicare le emozioni che dovranno essere presenti nell’output.

6.    Non sostituto ma Co-Pilota: pensiamo le macchine non come sostituti ma come elaboratrici dei nostri pensieri e dei nostri talenti.

7.    Più AI contempranemanete, più tempo per noi: ottimizziamo il tempo grazie all’AI.

8.    Non conta quale tecnologia usiamo ma come la usiamo: utilizziamo le skill e il nostro know how.

9.    Se puoi immaginarlo puoi testarlo: facciamo brainstorming su progetti impossibile cercando di trasformare le nostre idee.

10. Da fantascienza a scienza fantastica: celebriamo i progressi rimanendo comunque critici e consapevoli. Ricordatevi che un tempo c’è stata la transizione da calcolatore a smartphone.


Conclusioni:

L’Intelligenza Artificiale offre un enorme potenziale per migliorare la nostra vita, ma va gestita con attenzione per mitigare i rischi associati. È necessario un quadro normativo solido e una governance etica per garantire che l’AI sia utilizzata per il bene comune, rispettando i valori fondamentali della società e mitigando i rischi per la sicurezza e la privacy.

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