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COVID19 – Come ridurre il rischio di contagio con la misura della qualità dell’ aria indoor?

La pandemia che stiamo affrontando ha innalzato drasticamente i livelli di attenzione riguardo la qualità dell’aria e il comfort degli ambienti interni. Durante queste settimane diverse aziende stanno appunto ri-organizzando i loro piani di riapertura.

Ogni azienda si trova ad affrontare due obiettivi di primaria importanza: 1) ridurre al minimo l’eventuale propagazione del nuovo coronarvirus; 2) gestire e organizzare l’occupazione degli spazi rispetto all’impatto che stiamo subendo dal COVID-19

In questo post andremo ad analizzare quali sono le attività da effettuare nei nostri edifici per poter diminuire il rischio di contagio dal virus. Prima però è necessario fare un brevissimo ripasso:

Che cos’è il nuovo coronavirus (COVID-19)?

Il nuovo coronavirus è apparso per la prima volta alla fine del 2019 a Wuhan in Cina. Il COVID-19 si è rapidamente diffuso nel resto del mondo, creando una pandemia ed un’emergenza sanitaria globale.

E stato nominato SARS-CoV-2, il virus responsabile dell’infezione COVID-19, proviene da un gruppo di virus noti come coronavirus, così chiamati per le loro sporgenze a forma di corona. E’ un nuovo ceppo di coronavirus che non era stato precedentemente identificato fino ad oggi nell’uomo.

Come si trasmette?

È stato più volte confermato dalla scienza che il nuovo coronavirus viaggia tramite goccioline “droplet” molto piccole che sono in grado di rimanere a lungo sospese nell’aria. Il virus si diffonde attraverso queste goccioline espulse dagli individui infetti quando respirano, parlano o tossiscono. Con la trasmissione per via aerea, il virus rimane nell’aria più a lungo e ha la possibilità di infettare maggiormente le persone presenti in quel determinato ambiente. Enti e scienziati di tutto il mondo sono focalizzati su questo aspetto — non su quello del contagio attraverso le superfici, su cui le prove sono molto scarse — per sollecitare interventi con il fine di prevenire o limitare la trasmissione del virus.

Nuove varianti del coronavirus Sars-CoV-2 sono in rapida diffusione, in Europa come nel resto del mondo. La  “variante inglese” (nome tecnico B.1.1.7), che secondo i più recenti studi scientifici potrebbe essere tra il 30% e il 50% più contagiosa rispetto alle precedenti. Ma preoccupano anche altre varianti, in particolare la brasiliana e quella sudafricana.

Quali sono le attività da effettuare nei nostri edifici per ridurre il rischio di contagio:

Quali sono le attività da effettuare per contrastare il COVID-19? Abbiamo preso come riferimento alcune tecniche che vengono utilizzate nell’ambito di certificazione dei building, in particolare nel WELL Building Standard, per prevenire la diffusione del virus. Ne elenchiamo qualcuna:

  • Gestisci e migliora la qualità dell’aria indoor
  • Effettua il controllo e la gestione della qualità dell’acqua
  • Sostieni il comfort, compreso il lavoro da casa
  • Promuovi e crea resilienza organizzativa
  • Promuovi la resilienza mentale

Tutte queste strategie sono legate al WELL Building Standard, un innovativo strumento, su base volontaria, di classificazione e certificazione degli edifici, relativamente al comfort, alla salute e al benessere delle persone. Anche senza avviare un processo di certificazione del vostro edificio, l’implementazione delle attività sopra riportate possono sicuramente proteggere gli occupanti dal COVID-19.

La gestione della qualità dell’aria può ridurre il rischio di contagio COVID-19?

Ormai diversi enti a livello mondiale e nazionale (es. OMS, EPA, ISS) ci dicono che se all’interno del building viene effettuata corretta gestione della qualità dell’aria, gli occupanti avranno meno probabilità di contrarre il COVID-19.

La qualità dell’aria e il benessere sono strettamente correlati tra di loro. Una qualità dell’aria ottimale non solo è necessaria per il nostro organismo, ma è anche per le nostre capacità cognitive come la concentrazione e la memoria.

Quando i nostri corpi sono esposti a una scarsa qualità dell’aria per lunghi periodi, possiamo diventare più sensibili a diverse malattie, compreso il COVID-19.

Se miglioriamo la nostra qualità dell’aria interna, riduciamo la nostra stessa esposizione a inquinanti nocivi e riduciamo i danni che questi possono determinare.

Quali sono quindi le strategie da attuare?

L’ottimizzazione della qualità dell’aria interna è diventata ormai una priorità per tutte le aziende, di seguito riportiamo alcune attività da effettuare in vista della riapertura dei tuoi ambienti di lavoro:

Massimizza la ventilazione

Nella maggior parte degli edifici moderni spesso riscontriamo una ventilazione dell’aria limitata, sia per impianti che non sono stati “riadattati”, sia perché l’obiettivo fino a ieri era concentrato unicamente sul risparmio energetico. Va effettuata quindi un’analisi per verificare l’efficienza degli impianti dedicati al trattamento dell’aria per verificare se questi effettuino i corretti ricambi d’aria. Un’opzione attuabile può essere, laddove possibile, effettuare una ventilazione manuale attraverso l’apertura di finestre.

Mantenere una corretta % di umidità relativa

Il controllo della ventilazione non è l’unico fattore da considerare. L’umidità gioca un ruolo fondamentale nella trasmissione del COVID-19, poiché è stato più volte detto e scritto che i virus possono viaggiare più facilmente nell’aria secca o umida. Per una protezione ottimale è consigliato mantenere all’interno dell’edificio un livello di umidità compreso tra il 40% e il 60%.

Implementare un monitoraggio della qualità dell’aria interna

Durante il processo di riapertura, il monitoraggio della qualità dell’aria interna può aiutarti ad affrontare meglio la situazione monitorando i tassi di ventilazione, i livelli di umidità relativa e l’efficienza della filtrazione dell’aria.

Le letture dei livelli di anidride carbonica possono indicarti se la fornitura di aria esterna è adatta o meno per gli occupanti dell’edificio. Una scarsa ventilazione, in combinazione con tassi di occupazione elevati, può causare un malessere generale all’interno dello stabile.

Infine, le letture riguardanti i VOC (Composti Organici Volatili) e particolato (PM) possono aiutarti a capire sono presenti ulteriori criticità da affrontare all’interno del tuo edificio.

Con i nostri dispositivi di monitoraggio IoT Aircare è possibile misurare fino a 15 parametri per effettuare una corretta gestione dei tuoi ambienti indoor.

Ottimizza la filtrazione dell’aria

La maggior parte degli edifici già utilizza un sistema di filtraggio dell’aria esterna con ricircolo dell’aria. Alcune particelle di coronavirus si inattivano col passare del tempo, ma il restante può essere gestito tramite un purificatore che utilizza luce UV, sfruttando quindi l’irradiazione germicida. Questa tecnica garantirà che nessuna particella virale intrappolata nei filtri possa rientrare nell’aria. Un purificatore, che utilizza questa tecnologia UV, avrà l’ulteriore vantaggio di uccidere anche microbi, muffe e batteri.

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